Riforma della disabilità e progetto di vita
Il decreto legislativo n. 62 del 3 maggio 2024 introduce cambiamenti significativi nella valutazione e nell’assistenza delle persone con disabilità.
L’obiettivo è quello di assicurare alla persona il riconoscimento della propria condizione di disabilità, rimuovendo gli ostacoli e attivando i sostegni utili al pieno esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, delle libertà e dei diritti civili e sociali nei vari contesti di vita, liberamente scelti.
L’attenzione riguarda sia i bisogni di sostegno sia le barriere ambientali, organizzative e sociali che possono ostacolare l’esercizio dei diritti.
Tra gli elementi principali:
- la nuova valutazione di base per il riconoscimento della condizione di disabilità, in capo ad INPS;
- la valutazione multidimensionale per l’elaborazione del progetto di vita;
- la partecipazione della persona alla definizione degli obiettivi e dei sostegni;
- il coordinamento degli interventi dei servizi coinvolti;
- l’accomodamento ragionevole, attraverso adattamenti necessari e appropriati per consentire l’esercizio dei diritti su base di uguaglianza.
L'Unità di valutazione multidimensionale approfondisce i bisogni, le capacità e gli obiettivi della persona, considerando anche le caratteristiche dell’ambiente in cui vive, ed elabora il progetto di vita con la partecipazione della persona e dei soggetti previsti dalla normativa.
Individua:
- gli obiettivi da perseguire;
- i servizi e i sostegni da attivare o coordinare;
- le figure coinvolte e le rispettive responsabilità;
- il referente per l’attuazione;
- i tempi e le modalità di verifica e aggiornamento.
Il budget di progetto comprende l’insieme delle risorse professionali, umane, tecnologiche, strumentali ed economiche per attivare dei sostegni.
Il progetto di vita dovrà contenere sostegni utili a dar seguito a tali esiti della valutazione multidimensionale, strutturando gli stessi anche in maniera “atipica”, ossia differente dagli standard e dai tipi di servizi offerti dal territorio.
Il progetto di vita è individuale, personalizzato e partecipato e può essere elaborato solo a seguito della “valutazione multidimensionale" che, partendo dai desideri, aspettative e preferenze della persona con disabilità, individua quali contesti essa voglia vivere e quindi quali siano gli obiettivi da perseguire e i bisogni di sostegno per garantire ciò.
Può interessare diverse dimensioni: relazioni e affettività, apprendimento, formazione, lavoro, abitare, salute e partecipazione alla comunità.
La persona è protagonista del suo progetto di vita ed è sostenuta nell’espressione delle proprie scelte anche attraverso strumenti di comunicazione accessibile.
PRESENTAZIONE ONLINE NEI TERRITORI SPERIMENTALI
Per i residenti nelle province interessate dalla sperimentazione è disponibile il servizio INPS "SISDA - trasmissione istanze per il progetto di vita".
Il servizio consente alla persona con disabilità, o a chi la rappresenta, di presentare l’istanza e autorizzare la trasmissione della documentazione all’Ambito territoriale sociale competente.
Si accede mediante identità digitale SPID, CIE o CNS, secondo le indicazioni INPS. La scheda del servizio riporta i requisiti, le condizioni di utilizzo e le specifiche esclusioni previste nella fase attuale.
ALTRE MODALITA' DI PRESENTAZIONE
L’istanza può essere presentata attraverso i canali territoriali (in aggiornamento).
L’applicazione delle nuove procedure avviene progressivamente, attraverso una fase di sperimentazione.
Provincia di Mantova
- La provincia di Mantova è coinvolta nella sperimentazione dal 1° marzo 2026.
Provincia di Cremona
- L’applicazione nazionale della riforma è prevista dal 1° gennaio 2027.
Nei territori in cui non è in atto la sperimentazione è ancora in vigore il vecchio articolo 14 della legge n. 328 del 2000 che disciplinava i "progetti individuali" e molti principi oggi presenti nella riforma erano già applicati per i precedenti progetti.
ATS della Val Padana accompagna l’attuazione della riforma favorendo il raccordo tra le istituzioni, i servizi e gli altri soggetti della rete territoriale.
Nel territorio mantovano è attivo un Tavolo di coordinamento provinciale, affiancato da un gruppo tecnico ristretto.
Le attività riguardano il monitoraggio della sperimentazione, la condivisione dei percorsi operativi, la predisposizione di strumenti comuni, il supporto alla costruzione dei progetti di vita e l’informazione rivolta a cittadini e operatori.
Ultimo aggiornamento: 04/11/2026