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Vespa Velutina: un nuovo nemico per le api 

9 giugno 2017
Vespa Velutina: un nuovo nemico per le api
è sbarcato nella provincia di Mantova
Il Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente (CREA-AA, Bologna) ha diffuso la notizia del reperimento di un adulto di Vespa velutina all’interno del centro abitato di Borgofranco sul Po; l’esemplare è stato catturato da un apicoltore intorno alla metà di aprile con una bottiglia trappola. La notizia è stata comunicata al Dipartimento Veterinario dell’ATS Val Padana dall’Unità Veterinaria Regionale; purtroppo, questa è la conferma che, almeno una regina nata dal nido trovato nel 2016 nel sud del Veneto, a Bergantino, ha superato il Po ed è riuscita a fondare una nuova colonia.
 
La Vespa velutina, detta anche “calabrone asiatico”, è giunta in Francia nel 2004 (dove in dieci anni ha causato la perdita di circa il 50% degli alveari), probabilmente introdotta con merci di origine cinese, si è rapidamente diffusa fino a raggiungere Belgio, Spagna, Portogallo, Germania e, nel 2012, l’Italia; si è calcolato che la sua velocità di espansione sia di circa 100 km l’anno. Nel nostro paese, dalla Liguria, dove è stata identificata per la prima volta, è poi arrivata, appunto, in Veneto e, quindi, a Mantova; a confermarlo è stata LOVER, la neonata rete di monitoraggio, creata dalle associazioni apistiche dei territori interessati in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
 
La Vespa velutina è causa di gravi danni agli alveari, perché gran parte della dieta delle sue larve è a base di api; le velutine pattugliano l’entrata delle arnie e catturano le api bottinatrici cariche di polline al rientro nell’alveare, le uccidono e le portano al proprio nido come alimento per la prole: 3/5 velutine davanti ad una famiglia in piena attività possono arrivare a catturare un'ape ogni 10 secondi (6 api al minuto). Non solo, ma dove questo predatore tiene sotto assedio gli alveari, le api bottinatrici smettono di uscire dall’arnia e la colonia di conseguenza si indebolisce; ciò influisce negativamente anche sull’agricoltura perché, essendo l’ape uno dei principali insetti impollinatori, la sua drastica diminuzione mette in pericolo la produttività di molte colture agricole. La Vespa velutina può inoltre infliggere punture pericolose e dolorose all’uomo, a volte causa di crisi allergiche anche letali, come il calabrone nostrano.
 
Rassicuriamo il consumatore che i prodotti apistici (miele, melata, propoli ecc.)- dichiara Claudia Capua che nell’ambito del Dipartimento Veterinario dell’ATS Val Padana si occupa di apicoltura - non risentono minimamente, dal punto di vista sanitario e qualitativo, di questa minaccia, che può, invece, determinare una riduzione della produzione”.
 
È importante perciò conoscere le caratteristiche di Vespa velutina sia per distinguerla dal comune calabrone (Vespa crabro) che per segnalarne, eventualmente, la presenza nel territorio.
 
Come riconoscerla? La Velutina ha dimensioni minori rispetto al calabrone (circa 2 cm), il corpo di colore più scuro (mentre testa torace e zampe del calabrone tendono al bruno rossastro) e le zampe sono di due colori, scure nella parte iniziale e gialle alle estremità (crabro le ha interamente di colore scuro). Vive in popolose comunità composte da una regina, qualche maschio e un grande numero di femmine sterili (operaie); i nidi primari, di forma sferica, formati dalle regine e pochi altri individui, si possono trovare a primavera, attaccati tramite un peduncolo a soffitti o terrazze, a bassa altezza e, quindi, ben visibili.  I nidi secondari, invece, sono grandi vespai piriformi realizzati all’aperto in luoghi riparati e inaccessibili, talvolta a notevoli altezze (5-20 metri), per esempio sulla cima degli alberi, per cui d’estate potrebbe essere difficile individuarli per via del fogliame; possono ospitare da sei a dodicimila individui.
 
 
 
 
 
 
Cosa si può fare contro questo invasore? Individuare i nidi, distruggerli ed eliminare le regine; quindi, se si vede un calabrone asiatico (o se ne ha il fondato sospetto) o un suo nido, è possibile effettuare una segnalazione sul sito http://www.stopvelutina.it (rete di ricercatori e apicoltori, finanziata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, per la messa a punto di strategie di contenimento della vespa esotica), dove si trovano anche molte informazioni sulla Vespa velutina e indicazioni su come intervenire in questi casi.
 
Incontro informativo sulla Vespa Velutina
 
L’Associazione Apicoltori Mantovani organizza il 17 giugno alle ore 10.00, presso il centro Eridano via Garibaldi 50 a Carbonara di Po, in collaborazione con l’Associazione Pro Loco Carbonarese e l’Associazione Apetilia, un incontro informativo sul calabrone asiatico (Vespa Velutina), al fine di sensibilizzare apicoltori, popolazione ed Enti, ad una maggior attenzione sull’eventuale presenza di nidi e di esemplari di Vespa velutina nel nostro territorio. A illustrare in modo approfondito gli aspetti più rilevanti di questo imenottero esotico, sarà presente la dr.ssa Laura Bortolotti, del CREA di Bologna, che da anni si occupa di biologia ed ecologia dell’ape da miele e di altri impollinatori e che ha partecipato a numerosi progetti di ricerca in questo campo. Attualmente è coordinatrice del progetto Stopvelutina, per il quale si occupa di monitoraggio della vespa, di identificazione di feromoni attrattivi, di rilevamento dei nidi e loro distruzione.
 
L’Associazione Apicoltori Mantovani partecipa attivamente, con i propri apicoltori, alla rete LOVER (insieme all’Associazione regionale apicoltori Veneto per la provincia di Rovigo, all’Associazione romagnola apicoltori per quella di Ferrara e all’Associazione apicoltori felsinei per il territorio di Modena) e, posizionando trappole anti-vespa attorno agli alveari, permettono un costante controllo della presenza di calabroni. L’obiettivo è di estendere la rete di monitoraggio fino alla Romagna e questa è la prima risposta alla potenziale emergenza ecologica interregionale rappresentata dalla colonia di Vespa velutina trovata nella campagna rodigina nel 2016.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel mese di Aprile, sul sito del Ministero della Salute, è stato pubblicato l’opuscolo informativo “Uso responsabile del farmaco veterinario in Apicoltura”, destinato agli operatori del settore; è un utile strumento per l’apicoltore, che deve avere come obiettivo imprescindibile quello della sicurezza alimentare nei confronti del consumatore, oltre che la difesa dell’alveare.
In questo senso, l’uso corretto del farmaco veterinario in apicoltura è un punto fondamentale; le regole, le procedure e le norme che vengono illustrate in questa pubblicazione sono orientate proprio a questo.
Nell’opuscolo si parla infatti di medicinale veterinario, di ricorso a sostanze non autorizzate, di buone pratiche apistiche, di approvvigionamento, di ricetta, di scorte ecc., cioè di una serie di aspetti sostanziali per la realizzazione di un alimento sicuro.
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_336_allegato.pdf
 
 
 
 
 



 
 fonte: stopvelutina.it 
 
 
 
 
 
 
 



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